Dopo un "weekend di paura" (l'HTC Dream e' sugli scaffali dei negozi TIM solo da venerdi' scorso) i timori iniziali degli sviluppatori e degli appassionati piu' attenti agli aspetti tecnici che regolano il funzionamento interno di questo smartphone stanno in queste ore svanendo.
Inizialmente, infatti, sembrava impossibile applicare alcune procedure gia' ben note ai possessori delle versioni USA e UK di questo smartphone per ottenere un accesso completo al dispositivo, in grado di bypassare anche i limiti imposti ad un utente normale per motivi di sicurezza.
In linea di principio, infatti, nelle idee originali di Google e delle aziende della Open Handset Alliance, l'utilizzo di versioni modificate del sistema operativo Android doveva essere possibile solo in dispositivi hardware appositamente concepiti per tali scopi, come la versione per sviluppatori dell' HTC Dream nominata ADP1 (Android Development Phone 1). A differenza dei telefonini commerciali, infatti, l'ADP1 ha un boot loader in grado di far partire un'immagine qualsiasi del sistema operativo Android (che non deve necessariamente essere certificata dal costruttore tramite una firma digitale che ne garantisca l'integrita').
Peccato pero' che gia' pochi giorni dal lancio della versione commerciale dell' HTC Dream da parte di T-Mobile negli USA (con il nome di Android G1), sfruttando un evidente baco di sicurezza, si e' subito capito come poter accedere al sistema operativo del telefonino con i privilegi di root. Da qui la possibilita' di modificare il boot loader del G1 per far partire il telefonino con immagini della eeprom contenenti versioni modificate del sistema operativo.
Come da prove di questi giorni, i boot loader modifiati gia' disponibili per le versioni USA e UK del G1 non sono pero' utilizzabili nell'HTC Dream di Orange in Francia e di TIM in Italia semplicemente perche' meno recenti rispetto alla versione del firmware presente in questi dispositivi.
Come spiegato in un thread del forum, sembra pero' che anche in questi dispositivi sia ancora possibile usare un'immagine di ripristino modificata per ottenere i privilegi di root. Aspettiamoci presto, dunque, versioni modificate del boot loader anche per l'HTC Dream di Orange e TIM cosi' come nuove versioni del firmware.
Buone notizie, dunque, per tutti coloro che desiderano sviluppare applicazioni sull' HTC Dream, accededendo anche agli aspetti piu' interni della piattaforma Android.
Trovate interessanti discussioni su questo ed altri argomenti nel forum dedicato all'HTC Dream.
A presto.



